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PRESTAZIONI SPECIALISTICHE ED INTERVENTI


LA LIPOPLASTICA ULTRASONICA (U.A.L.)


La liposuzione tradizionale, ideata e messa a punto alla fine degli anni ’70, è al giorno d’oggi l’intervento di chirurgia estetica più praticato nel mondo in senso assoluto. Molti chirurghi nel corso degli anni hanno condotto studi approfonditi sui principi alla base di questa tecnica, cercando di raffinare e migliorare la metodologia. Ciò nonostante il principio originale, vale a dire l’asportazione di tutti i tessuti nello spessore del pannicolo adiposo mediante strappamento ed aspirazione, è stato modificato e migliorato soltanto in modo minimo.

Alla fine degli anni ’80, per esempio, l’infiltrazione tumescente delle aree da trattare ed un approccio più superficiale, hanno permesso di migliorare parzialmente i risultati, rendendoli più prevedibili anche se i limiti e le complicanze connesse a questa metodologia tuttora persistono.

La liposuzione tradizionale infatti viene realizzata utilizzando lunghe cannule metalliche, di dimensioni e forme diverse che, collegate mediante un sottile tubo flessibile ad una pompa aspirante che crea il vuoto all’interno dello strumento, vengono quindi mosse dalla mano del chirurgo nello spessore dei tessuti da trattare.

Tutte le strutture che arrivano a diretto contatto con la punta della cannula stessa vengono pertanto strappate e “risucchiate” all’interno del tubo e quindi raccolte in grossi recipienti. Ovviamente questa rimozione di tessuto avviene in modo anarchico ed incontrollato dal momento che il tessuto adiposo è circondato da numerose altre strutture anatomiche, quali i vasi venosi, arteriosi e linfatici, le terminazioni nervose e soprattutto il tessuto connettivo.

L’asportazione di queste preziose strutture contenute nello spessore del pannicolo adiposo determina l’insorgenza di numerosi effetti collaterali e gravi complicanze che sono all’origine dei limiti intrinseci della liposuzione tradizionale.

Per cercare quindi di trovare una soluzione a tutti questi problemi e soprattutto al fine di ampliare sensibilmente i limiti e le indicazioni di questa metodologia, il Prof. Zocchi ha ideato e messo a punto, alla fine degli anni ’80, un metodo rivoluzionario di chirurgia del contorno corporale basato sull’utilizzazione chirurgica dell’energia ultrasonica che permette la distruzione selettiva del solo tessuto adiposo, nell’ assoluto rispetto delle altre strutture circostanti.

Questa nuova metodologia trova le sue origini nell’applicazione chirurgica dell’energia ultrasonica già utilizzata da oltre 30 anni in altre specialità chirurgiche quali la cardiochirurgia, la chirurgia generale e l’oculistica.

Dopo numerosi anni di esperienza nell’utilizzo dell’energia ultrasonica per la produzione di collagene autologo mediante emulsificazione e centrifugazione dei tessuti adiposi prelevati da zone donatrici, il Prof. Zocchi ha potuto quindi coordinare un gruppo di ricercatori internazionali per sviluppare e mettere a punto un generatore ultrasonico corredato da una speciale strumentazione chirurgica in titanio che permette la liquefazione selettiva degli adipociti delle regioni subcutanee a cielo coperto e la successiva rimozione atraumatica dell’emulsificazione prodotta.

La tecnica è basata sul principio fisico chiamato cavitazione, particolarmente attivo sui fluidi che si trovano intorno e all’ interno delle cellule adipose e che, se usato correttamente, non ha alcun effetto a livello delle strutture vascolari arteriose o venose, delle strutture nervose, delle strutture linfatiche e soprattutto a livello dei tessuti connettivali circostanti.

La lipoplastica ultrasonica permette la liquefazione del tessuto adiposo che può quindi venire rimosso mediante aspirazione di bassa intensità e rappresenta attualmente l’evoluzione più moderna ed innovativa della liposuzione tradizionale.
Questa tecnica offre il vantaggio di un traumatismo chirurgico estremamente ridotto con una minima perdita di sangue che, al contrario, negli interventi di liposuzione tradizionale rappresenta una delle complicanze di maggior impatto.

In mani esperte questa tecnica permette inoltre un approccio più radicale e circonferenziale delle lipodistrofie da trattare, anche in regioni anatomiche tradizionalmente tabù come ad esempio la faccia interna ed anteriore degli arti inferiori.

Tuttavia il vantaggio più grande è rappresentato dalla possibilità di rimuovere in una sola seduta chirurgica, quantità di tessuto adiposo estremamente importanti.
Nella terapia chirurgica del sovrappeso e della grande obesità, ad esempio, con questa metodologia è possibile asportare con un solo intervento fino a 30 litri di grasso, con perdite ematiche irrisorie e quindi con una caduta minima del livello ematico del ferro ( emoglobina ) che permettono un decorso post-operatorio più sicuro e più rapido.

La riduzione della caduta del tasso dell’emoglobina e dell’ematocrito permette di estendere i limiti e le indicazioni della chirurgia del contorno corporale anche a pazienti con eccessi ponderali molto importanti ed, in mani esperte, anche a soggetti con obesità conclamata , offrendo al Chirurgo la possibilità di una interpretazione circonferenziale delle lipodistrofie da trattare ed il conseguimento di risultati molto più artistici e radicali.

Al tempo stesso, proprio per la minore aggressività della metodologia, è ora possibile trattare in modo molto più estensivo i piani superficiali ottenendo una buona retrazione della cute anche in presenza di riduzioni volumetriche molto importanti o in quei pazienti con cute particolarmente lassa o inelastica che, per definizione, risultavano assolutamente controindicati ad un intervento di liposuzione tradizionale.

Tutto questo si traduce inoltre nella possibilità di realizzare in regime di “day-surgery” interventi che in passato richiedevano ricoveri prolungati e che quindi dovevano forzatamente essere relegati a strutture piu complesse e a costi più rilevanti.
E’ quindi importante sottolineare che questa tecnica deve essere considerata come l’ evoluzione più moderna e sofisticata della liposuzione tradizionale e permette di ridurne effetti collaterali e complicanze estendendo al tempo stesso indicazioni operatorie e possibilità terapeutiche a problematiche fino ad oggi di difficile soluzione.


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Prof. Michele Zocchi
Chirurgo plastico a Torino Milano Roma Rimini